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Scritto da Giuseppe Foti
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Ero certo, sicuro di ciò che scorgevo, e non ponevo al cuore assillo alcuno, credevo di saper che luce è luce, che l'oscuro è oscuro ed altro non v'era da dire, semmai v'era da affrettare il passo, senza indugio alcuno, tanto ero certo del saper ove riporre il piede. |
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Scritto da Italo PONS
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ELOGIO DEL CASTAGNO (Intervento tenuto dal pastore Italo Pons all’inaugurazione del Giardino della convivenza a Genova il 21 marzo 2010 alla presenza del Sindaco Marta Vicenzi)(Dedico questo intervento a due amici di Angrogna. Italo Bonnet e Amato Roman, quest’ultimo scomparso alcuni anni fa. Devo a loro, tra gli altri, il gusto della narrazione che in anni lontani mi hanno trasmesso attraverso i loro racconti.) Nel 1689 dopo tre anni in Esilio nella svizzera, i valdesi facevano ritorno nella loro valli alpine del Piemonte occidentale. Anch’essi decisero anni dopo, di piantare nelle loro montagne dei castagni. Avevano ritrovato case diroccate, molte famiglie che avevano abbandonato la fede riformata, coloni venuti dalla Savoia che avevano occupato parte dei loro villaggi. Furono queste forse condizioni che li spinsero, simbolicamente, ad un gesto che rappresentasse un investimento per il futuro. A distanza di oltre trecento anni i castagni hanno accompagnato e sostenuto il vissuto di un popolo-chiesa. Come per altre popolazioni alpine nell'economia della montagna il castagno ha avuto un ruolo tanto importante da definirlo "l’albero del pane", per il suo frutto, la castagna, che è stato "pane dei poveri". Ma ancora di più, questo albero è quello che rimanda e caratterizza variegati aspetti della vita civile e religiosa di una popolazione. Con il suo legno sono state costruite delle culle per i lattanti, ma anche bare spartane per interrare i propri morti. Ne sono stati fatti assi per i solai o tavole sulle quali le famiglie si sarebbero radunate a condividere una polenta fumante. Ed ancora,sedie, letti ed armadi. O strumenti di lavoro, come il manico della zappa, di una roncola, di una vanga; espressioni, nella loro diversità, di un’economia agricola povera e certamente faticosa. Castagni ovunque. Scrive un visitatore Inglese nel 1825 a proposito della valle di Angrogna: “…ci fece vedere (il pastore) le zone più basse comprese dalla sua parrocchia, che sono bellissime, molte zone sono coperte di boschi di castagni”. Nelle chiese, anche queste molto spartane, le panche hanno visto il susseguirsi di generazioni in ascolto di interminabili sermoni pronunciati da ministri nella toga di Ginevra. Le incisioni lasciate su queste panche confermano probabilmente che ad ascoltare le prediche, qualche volta, ci si doveva annoiare. I bambini hanno appreso, nelle prime classi (spesso ripetute) la scrittura e l’aritmetica, prendendo posto sulle panche in quattro/cinque, osservati dal quadro di un austero sovrano Piemontese e seguiti da un intransigente maestro. Oggi gli esperti parlano che da quelle parti -nelle valli valdesi- un parassita ha colpito questa pianta con gravi danni per la sua produzione e la sua sopravvivenza. Se questo albero ed il suo frutto tanta parte ebbero nella storia di un popolo, al punto da sceglierlo oggi noi, chiese valdesi, per questo “Giardino della convivenza”, sia questo un elogio, riconoscente e doveroso. Un auspicio perché torni a ri-vivere e produrre castagna e, soprattutto, la sua ombra diventi un luogo nel quale rivedersi per condividere parole di dialogo di pace e di confronto. A simbolizzare ciò, abbiamo così voluto inaugurare un “giardino”, luogo che accoglie nell’unità, appunto, piante diverse e vicine. |
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MARGOT KÄSSMANN - UN ESEMPIO ? |
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Scritto da Italo PONS
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Un cristiano è un libero Signore sopra ogni cosa, e non è sottoposto a nessuno. Un cristiano è un servo volenteroso in ogni cosa e sottoposto ad ognuno (Lutero, la libertà del Cristiano, Claudiana 1982
Margot Kässmann si è dimessa. Un gesto consono alle sue responsabilità di governo ecclesiastico. Penso sia difficile per il nostro paese comprendere la cosa.
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