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Calvino 2009
CELEBRAZIONI PER I 500 ANNI DALLA NASCITA DI GIOVANNI CALVINO PDF Stampa E-mail
Scritto da amministratore   

Continuano, nei mesi di ottobre e novembre, gli incontri sulla figura di Giovanni Calvino organizzati dal Centro Culturale Valdese e dalla Fondazione per la Cultura del Comune di Genova. 

Per tutto il mese di novembre nel secondo cortile del Palazzo Ducale sarà allestita la mostra su Calvino curata dal Centro Culturale Valdese di Torre Pellice.

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Il denaro e la proprietà in Giovanni Calvino PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara SIMEONI   

 Il denaro e la proprietà in Giovanni Calvino

 

All’epoca di Calvino la società occidentale era in piena effervescenza: la fine della guerra dei cent’anni, le guerre di Borgogna, le guerre d’Italia, le scoperte del Nuovo Mondo ed il conseguente afflusso di fiumi d’oro in Europa, la moltiplicazione degli scambi commerciali, l’accumulo e la moltiplicazione dei grandi capitali cui faceva riscontro la proliferazione delle masse miserabili. Se poi pensiamo alla Ginevra del tempo di Calvino essa, essendo accerchiata da tutte le parti, sentiva urgentemente il problema del pane quotidiano e della sopravvivenza materiale.Il lievito dell’Evangelo reso al popolo tramite la scoperta della stampa e poi tramite la Riforma agiva su quelle masse tormentate non più come una pia consolazione ma semmai come un energico stimolante capace di dare ai credenti il coraggio di pensare e di dire la verità.

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LA GIUSTA RETRIBUZIONE DEL DENARO E LE CONSIDERAZIONI TEOLOGICHE DI GIOVANNI CALVINO PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio STRETTI   

A) Il prestito nel mondo medievale:

Esiste per l'uomo medievale il problema attualissimo del costo del denaro ?

In teoria no . Il denaro esiste per essere scambiato , in pratica consumato. Il denaro non può produrre denaro . E' un antico ragionamento del filosofo Aristotele, ripreso da importanti autori cristiani: Ambrogio , Crisostomo e soprattutto Tommaso d'Aquino[1]. Com'erano di fatto le regole economiche durante il Medioevo? Basate sullo scambio di merci e sulla ricerca costante di denaro e suoi efficaci sostituti( cfr. la cambiale) . Chi vendeva il denaro ?

Vi erano di fatto due tipi di istituto bancario : i grandi finanzieri che sostenevano il debito degli stati nazionali e i "banchi" locali che fornivano denaro al popolo (cortigiani e commercianti ). Il servizio locale di fatto era affidato a banchieri ebrei , interdetti dall'esercizio di altre professioni e favoriti dai signori locali che, in cambio della licenza, avevano denaro gratis e in abbondanza. E' ovvio che , nobili e clero a parte , gli altri pagavano interessi altissimi .

In questo contesto si spiega la nascita tra il 1472 (Monte dei Paschi di Siena) e il 1490 nelle città italiane di numerosi Monti di Pietà (Genova 1483). Chi auspicava la nascita di questi Istituti di credito erano i predicatori , per lo più frati , che infervoravano le masse contro i " giudei usurai". Nasce così e si diffonde uno stereotipo che è alla base prima dell'antigiudaismo e poi dell'antisemitismo che sfiorò nelle leggi razziali e nella tragedia dello Shoah. Uno dei principali responsabili dell'antigiudaismo è il frate Bernardino da Feltre (1438-1494); a Genova fu a più riprese e in particolare nell'agosto nel 1492 , in occasione dell'arrivo di nomadi ebrei fuggiti dalla Spagna. In quella che è oggi piazza De Ferrari, Bernardino fu chiaro: " O li cacciate o Dio a breve vi punirà!".

L'anno successivo scoppiò la peste; la Repubblica cacciò tutti gli ebrei e sino al 1700 la città fu monda di usurai e uccisori di Cristo!!! Giovanni Calvino rifiuta le argomentazioni aristoteliche secondo le quali il denaro non produce altro denaro e il prestito considerato usura.

Le argomentazioni del Riformatore sono sviluppate nelle sue opere.  La "lettera a Claude de Sachin"(1545); nel "Commentario sui 5 libri di Mosè"(1554); nel" Commentario sul Nuovo Testamento" (1555); "65 sermoni sulla sinossi di Marco, Matteo e Luca" (1561); il Commento al Salmo 15,5 nel " Commentario sul libro dei Salmi (1557) e nelle ultime lezioni , prima della morte, sul profeta Ezechiele, uscite postume nel 1565, in particolare il commento a Ezechiele 18,8 .

 


[1] Maria Giuseppina MUZZARELLI, Pescatori di uomini, predicatori e piazze alla fine del Medioevo, Il Mulino, Bologna 2005

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UN CULTO "SPECIALE" PDF Stampa E-mail
Scritto da Marina MORANDO   

Le celebrazioni in corso per l’anniversario della nascita di Giovanni Calvino rappresentano senza dubbio un’occasione ed una sfida che le nostre comunità non si sono lasciate sfuggire. Diversi i modi per presentare oggi questo grande riformatore ed il suo pensiero; mostre, convegni, tavole rotonde, sono state opportunità differenti per uscire dagli spazi abituali e testimoniare la nostra fede pubblicamente.

Genova non si è tirata indietro. La città del “mugugno” facile, poco propensa alle innovazioni, sovente chiusa in sé stessa e poco disponibile alle scommesse del futuro, questa volta, nella sua componente “riformata”, è uscita in piazza. Le nostre comunità metodiste e valdesi, rappresentate dalla chiesa Metodista di Sestri Ponente, dalle chiese Valdesi di Genova Sampierdarena, Genova Centro e dalla chiesa Ispanica, redarguite a volte di troppo intellettualismo, per l’utilizzo di un linguaggio troppo “specialistico”, hanno voluto uscire all’aperto per portare l”Audacia di una parola libera” (logo preso in prestito    dalla Chiesa Riformata di Francia  ) agli uomini e donne “di tutti i giorni”. Anche a coloro che, passando, nel guardare lo striscione riportante il nome del riformatore, si sarebbero domandati “Chi è costui?”. L’obiettivo quindi non era tanto illustrare la vita, le opere ed il pensiero del riformatore (cosa peraltro fatta in contesti più consoni) quanto esaltare ed attualizzare la portata oggi del messaggio che contribuì al diffondersi della Riforma. Quale significato diamo, a secoli di distanza, alla libertà  donataci dall’annuncio della Parola di salvezza? Come sensibilizzare quegli uditori che avremmo incontrato in piazza, nel loro andirivieni, avvicinandoci ai loro bisogni?

Dovevamo farlo servendoci anche di ogni simbologia, utile a generare la curiosità, di messaggi brevi, ma incisivi. Questo ci eravamo detti, tra i consigli di chiesa, alcuni mesi fa quando, incontrandoci, si era deciso che l’evento doveva essere il “clou” delle nostre celebrazioni. Dunque, domenica 17 Maggio il giorno “speciale”.Il luogo : Piazza Caricamento, vicino al nostro “Porto Antico, dove le culture e le etnie si incontrano in un melange multiforme. Tra le giostre ed i banchi del “Commercio Equo e Solidale” c’era il nostro spazio. Il Palazzo San Giorgio, edificio medievale dalla facciata dipinta, già sede di una delle prime banche , avrebbe fatto da sfondo agli oratori ed ai gruppi musicali che avrebbero animato la giornata.

Il ricco programma è incominciato con un saluto del Sindaco Marta Vincenzi la quale invitava a non rinunciare alle sfide del cambiamento. Il suo consiglio, nel passaggio difficile al pluralismo religioso, è di riconoscere e rielaborare le radici rimettendo in circolo i punti di forza.  Si è  proseguito poi con la testimonianza evangelica: dal culto, condotto da Jean Felix Kamba, Giovanna Vernarecci di Fossombrone e Gianni Genre, a momenti di animazione musicale grazie alle corali ospiti. Abbiamo cercato di simbolizzare l’apertura ed il pluralismo nell’annuncio della Parola, non solo attraverso le figure dei pastori, ma anche nelle esibizioni della corale Ghanese di Vicenza e di quella di Rorà “La Voce delle Valli” accompagnata dai percussionisti “Mani sulla Pelle”. Anche il gruppo musicale della chiesa Ispanica, che noi già conosciamo, ha contribuito all’animazione.  Le scenografie dei gruppi, le voci gospels, i ritmi e le danze tribali non hanno mancato, soprattutto nell’esibizione pomeridiana, di coinvolgere non solo gli ascoltatori “fedeli” della mattina, ma numerosi passanti, alcuni dei quali riconoscevano in questi toni la familiarità delle loro radici.

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CALVINO 2009 - CELEBRAZIONE IN PIAZZA PDF Stampa E-mail
Scritto da ITALO PONS   
Le impressioni ricevute al termine della manifestazione di domenica 17 maggio a Genova sono state più che positive. Abbiamo offerto un segno visibile del Protestantesimo in città. La presenza del Sindaco Marta Vicenzi e del Presidente della Fondazione per la cultura Luca Borzani sono state l'occasione di un dialogo con le istituzioni cittadine. Ogni cosa è migliorabile e perfettibile; resta però il dato che la decisione di organizzare una manifestazione non solo culturale, (nel senso di un convegno e di una tavola rotonda), ci ha premiato (il pastore Gianni Genre lo ha colto nel suo bel messaggio finale). Forse questo è un esempio da tenere ben presente anche altrove. Felice il motto che abbiamo raccolto dagli amici francesi: “L’audacia di una Parola libera”. Giorgio Tourn diceva recentemente, che l'eredità di Calvino è in buona parte contenuta nella sua predicazione e nello studio della Bibbia. Ma domenica, per alcuni versi, veniva alla mente un Guglielmo Farel, il riformatore di Neuchâtel. Il suo stile impetuoso e popolare lo avevano ben udito i barbi valdesi,sulla necessità di aderire nel 1532 alla Riforma. Quell'eredità lontana che aveva afferrato uomini e donne, appassionati/e dalla Parola, è risuonata in un grande contesto pubblico in una piazza che, per alcuni versi, ci riportava lontano nel tempo dei mercanti e del commercio. Quelle stesse idee che avevano conquistato dei genovesi, tra i quali, Bartolomeo Bartoccio, Giorgio Costa, il setaio Giorgio Campisano, il conte Giacomo Fieschi, Giorgio Vivaldo-Costa, il famacista Bartolomeo Alessio, il notaio G.B. Ponti, Nicola Casero.

Grazie per le parole che i predicatori/a sono stati in grado di trovare, grazie per i canti e per la musica che ci è stata offerta (ricca nella sua varietà), grazie per coloro che hanno dato tempo, fatica, energie per l'organizzazione; infine grazie ai Consigli delle nostre chiese genovesi che hanno accolto e voluto vivere questa sfida. Solo per mezzo dell'impegno di tutti/e è stato possibile raggiungere nel suo insieme un risultato eccellente. In ultimo: la manifestazione è stata totalmente finanziata dalle chiese. Anche questo non è un particolare secondario.

 

Rendiamo grazie al Signore.

 
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